Mese: Marzo 2019

Il liceo classico negli anni 2000

Negli ultimi anni si è verificato un vertiginoso calo di iscrizioni al liceo classico (dal 2009/2010 al 2018/2019 ha infatti perso il 44% degli iscritti). Un dato, questo, sconvolgente, se si considera che proprio il liceo classico è il più antico e prestigioso corso di studi del sistema scolastico italiano, un corso che affonda le sue radici negli “studia humanitatis” del Quattrocento, i quali, attraverso lo studio delle lettere antiche, miravano alla formazione completa e armonica dell’uomo.

Oggi i giovani prediligono le discipline tecniche scientifiche e le lingue moderne, ritenute più utili e funzionali all’inserimento nel mondo del lavoro, mentre rifiutano categoricamente le “lingue morte”, che sembrano esser diventate un tabù tra gli studenti.

E’ così: nella società odierna le materie umanistiche non sono di certo le più richieste in ambito lavorativo, ma è anche vero che attraverso la conoscenza e l’apprendimento di esse si acquisiscono numerose abilità richieste in vari settori.

Infatti attraverso lo studio e la traduzione di testi antichi, si sviluppa il pensiero critico e insieme, una maggiore consapevolezza di ciò che si affronta in discipline come storia, filosofia, italiano, con il risultato di una preparazione a tutto tondo che apre le porte a qualunque tipo di studi si voglia affrontare in seguito.

La traduzione e la resa in italiano delle tanto odiate versioni di latino e greco, poi, favorisce lo sviluppo del cosiddetto “problem solving”, ovvero la capacità di risolvere un problema a partire da una data condizione, analogamente a quanto accade in matematica e in fisica.

Da non sottovalutare è il fatto che per affrontare lo studio della grammatica latina e di quella greca, è indispensabile una conoscenza approfondita della grammatica italiana, che viene ulteriormente consolidata.

Infine, grazie alla concentrazione sull’italiano, si acquisiscono una proprietà di linguaggio e un lessico ricco e vario, molto importanti nella realtà di oggi, in cui si assiste giorno per giorno alla progressiva “morte” del congiuntivo e all’uso scorretto dell’apostrofo.

Così a coloro che intendono porre fine alla crisi del liceo classico, eliminandolo completamente, Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea, ricorda che “anche in un periodo di carestia, il contadino taglia su tutto, ma non sulla semina”.

Se morisse il liceo classico, infatti, con esso morirebbe una parte d’Italia, un Paese che si distingue da ogni altro per storia, cultura e tradizioni e che, tuttavia, non riesce a valorizzare questo suo immenso patrimonio, spesso dandolo per scontato.

Perciò si: studiamo le lingue moderne, ma non dimentichiamo la lingua dei nostri antenati; studiamo la scienza moderna, ma non dimentichiamo chi ha reso possibile arrivare a scoperte sorprendenti. Promuoviamo il progresso, volgiamo lo sguardo al futuro, ma non dimentichiamo il nostro passato, chi siamo stati, chi siamo.

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COSA SIAMO DIVENTATI?

Ci sono giorni in cui mi chiedo come faccio ancora a credere nella forza della gente.
Come faccio a sperare che nei cuori degli Italiani ci sia ancora la passione e la dignità per risollevare questo Paese.
Sono quattro mesi o di più,che i nostri giornali,le nostre televisioni continuano ad affondare i loro denti sulla brutta vicenda della povera Sarah Scazzi.
Mi dispiace dirlo,ma in certi casi il popolo Italiano è veramente un popolo di merde,senza spina dorsale.
Figli del Grande Fratello,dell’Isola dei Famosi,figli della mediocrità e del nulla interiore.
Bhè,..queste parole sono dedicate a tutti quelli che continuano ancora con morbosità a rimanere incollati davanti alla televisione quando si pronuncia il nome di Avetrana.
Queste parole sono dedicate a tutti quegli pseudo giornalisti e conduttori/trici di salottini squallidi pomeridiani,messi in palinsesto per addormentare casalinghe,pensionati e cerebrolesi.
Queste parole sono dedicate a tutta quella massa di COGLIONI che arrivano ad Avetrana con la speranza di vedere “uno della famiglia“,e con la speranza di fotografarlo con il telefonino.
Siete delle bestie e delle persone inutili,siete il peggior cancro che a questo Paese potesse capitare, magari siete gente a cui il sistema e la politica del “nulla” continua a metterlo in culo,mentre voi fate la gita per vedere “dove è successo“.
Magari siete gente che poi dice “quello è un mostro,andrebbe impiccato“…. Anche voi andreste impiccati.
Voi e quella schiera di personaggi pubblico-televisivi che ingrassano alle spalle vostre e sulla memoria di una quindicenne uccisa.
E allora,certe volte la mattina presto come ora,prima di andare a fare il mio lavoro di precario sottopagato, mi chiedo: Ma la rivoluzione che immagino dovrebbe farla sta gente?
Fortunatamente il mio cuor3 non s’è mai fermato di fronte a nulla,e si getterà anche stavolta oltre l’ostacolo.
Continuerà a credere e sperare,che l’Italia non è quella del circo mediatico-turistico di Avetrana.
Continuerà si…ma avvolto di dubbi e di incertezze.
In Francia gli operai ed il popolo si incazza scende in piazza,picchia e grida per i problemi della propria vita.
In Italia 4 programmi al giorno sono in diretta live da Avetrana.
In Italia organizzano le gite per andare e magari sperare di “vedere la zia o qualche parente”….
Cosa siamo diventati?

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