DONA DONA
(Un capretto)


       
       

Un capretto su un carretto
va al macello del giovedì
non s'è ancora rassegnato
a finire proprio così
Chiede ad una rondine: "Salvami se puoi"
Lei lo guarda un attimo
fa un bel giro in cielo e poi risponde:
"Siete tutti nati apposta
 io non c'entro credi a me
c'è chi paga in ogni festa
questa volta tocca a te"




Un bambino su un vagone
va al macello del giovedì
non s'è ancora rassegnato
a morire proprio così
Chiede ad un soldato: "Salvami se puoi"
E lui con la mano
lo rimette in fila e poi risponde:
"Siete in tanti sulla terra
io non c'entro credi a me
c'è chi paga in ogni guerra
questa volta tocca a te"



Ora dormi caro figlio
sta tranquillo che resto qui
non è detto che la storia
debba sempre finire così
Il mio bel capretto
è nato in libertà
finché sono in vita
mai nessuno lo toccherà
La storia te l'ho raccontata apposta
perché un giorno pure tu
dovrai fare l' impossibile perchè non succeda più
Siamo madri e siamo figli tutti nati in libertà
ma saremo i responsabili se uno solo pagherà.

Ora dormi.

Musica: Sholom Secunda
Testo: Herbert Pagani



 

"Un capretto" è la versione italiana del canto yiddish "Dona Dona". Venne composto, durante il periodo nazista, da Aaron Zeitlin e Sholom Secunda che si ispirarono ad un antico motivo di origine polacca.
 Tradotto successivamente in inglese, divenne molto popolare nell'interpretazione di Joan Baez e Donovan. Qui la versione originale in lingua yiddish, la versione in inglese, alcuni video e altri spunti di riflessione:

http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=5848&lang=it








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