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Aveva solo due anni Sadako Sasaki il giorno in cui
Little Boy, l'ordigno atomico "ragazzino", venne
sganciato su Hiroshima. Dalla stanza in cui si trovava
venne proiettata fuori, ma non riportò
nessuna ferita. La madre la raccolse e la portò in salvo, correndo
sotto la "pioggia nera" sprigionata dalla bomba. Era il
6 agosto 1945.

La guerra finì e a poco a poco la vita tornò alla
normalità. Nel 1947 il padre di Sadako ricostruì il
negozio di barbiere e la piccola crebbe piena di salute ed
energia, agile come una gazzella. Alle elementari di Nabori-cho,
a 11 anni, Sadako era la più veloce di tutti nelle corse
in pista: 50 metri in 7,5 secondi. Vinceva sempre.

Vinse una gara anche nell'autunno del '54, ma arrivò
alla fine di quella corsa stranamente pallida, sfinita.
Little Boy, il ragazzino cattivo che nove anni prima
l'aveva scagliata fuori dalla finestra, era tornato.
Subdolo, ma a suo modo generoso, le aveva concesso nove
anni di vita spensierata: quanti bambini, a Hiroshima,
carbonizzati all'istante dalla bomba, non avevano visto
l'alba del 7 agosto?

Vennero fatti accertamenti ed analisi e la sentenza fu senza appello: leucemia. Sadako,
consapevole della malattia, venne ricoverata all'ospedale
della Croce Rossa di Hiroshima.
Un giorno, tutti i pazienti dell'ospedale ricevettero mille gru
di carta costruite dai ragazzi delle scuole di Nagoya. Anche
la stanza di Sadako scintillava di origami multicolori, segno
di buon augurio. La
speranza era racchiusa in una leggenda: chiunque avesse costruito mille
gru di carta, avrebbe compiaciuto a tal punto gli dei da
poter esprimere qualsiasi desiderio.
Instancabile, Sadako si mise all'opera...

C'è chi dice che le sue mani si fermarono dopo 644 origami, la mattina del
25 ottobre 1955. Per altri, il numero di mille fu
abbondantemente superato. Altri ancora sostengono che
furono gli amici a completare la raccolta di gru, che
vennero seppellite con lei.

Oggi, Sadako vive su un piedistallo di granito nel
Parco della Pace di
Hiroshima, con le mani tese a sorreggere una gru di
carta, simbolo universale di pace e speranza. Alla base del piedistallo un'iscrizione recita: "Questo è il nostro grido.
Questa è la nostra preghiera. Pace nel mondo".

http://www.pcf.city.hiroshima.jp/top_e.html


La storia di Sadako Sasaki ha ispirato il libro di Karl
Bruckner "Il gran sole di Hiroshima".
     
File midi
F. Chopin, Etude Op.10 n.3 "Tristesse"

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