Giornata Internazionale del Maestro
 in Via di Estinzione



 

Il valoroso Maestro Tix ha lanciato una iniziativa geniale: ha istituito la GIORNATA INTERNAZIONALE DEL MAESTRO IN VIA DI ESTINZIONE, celebrata per la prima volta il 30 maggio 2007. Tutti i dettagli si possono trovare sul sito:

http://www.lemieclassi.it/4/pagine/maestro.htm

Poiché l'estinzione del Maestro Elementare conduce inevitabilmente alla scomparsa e della Maestra Elementare e, com'è ovvio, della Scuola Elementare stessa, dedico a Tix questo "Carme Anagrammatico" composto diversi anni orsono, ma ormai divenuto, se non profetico, di singolare attualità.
 

      
 

 


SCUOLA ELEMENTARE
(16 lettere)

Alla Luna

Com’è tenue la seral
ora: le scelte umane
culla e mena sorte e
sue realtà ne molce.
Esce la luna e torme
nere meco el saluta
con l’alte sue maree
erme ne l’acuto sale.
Luna, amore celeste,
lume casto ne l’aere,
là, nel su’ eremo, tace.

Lenta esce a l’umore
e reca muta nel sole
l’umele serenata co
l’alme cetre, e suona
le mansuete carole.
Sale amore lucente,
ne l’erma eco esulta,
e altero nel su’ acme
enumera l’Alte Cose
e, musa, cela l’Eterno
alle consumate ere.

Eterea solca ‘l nume
sereno e muta calle,
ma con auree stelle
sua remote ancelle
alluma rene e coste
e scuote là nel mare
caute maree nel sol.
A lente marce suole
esumare cotal lene
e amar l’Eos lucente
e, sola, l’acume tener.

E se all’àncore mute,
se all’umore tenace,
tenero lume sé cala,
recluso è ne la tema,
esule reca lamento,
mesta eco nell’aure.
O mera luna celeste
e nome claustrale e
secolare nume, alte
urla a l’oscene mete
oltr’ecumene esala.

Al tuo carme, Selene,
recano le alte Muse
le caste urne, o alme!
Ma se ‘l tenue calore
ulcerato è ne l’asme
l’ora sua è clemente:
sete enuclea l’amor
e le nuoce, la strema
e le oscura la mente.
E’ reso, lume calante,
e nel suo cale trema.

Era solamente luce
or è sul Lete, e manca.
Cerea seta nell’umo,
lo emula ‘n acre sete
sente male al cuore
e come l’Altrue
** ne sa
ell’è stanca, e muore.



 

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** Tre volte il fé girar con tutte l’acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire giù, com’Altrui piacque,
infin che ‘l mar fu sopra noi richiuso.

Dante Alighieri, La Divina Commedia
Inferno, canto XXVI








    

 
 
File midi: J. Brahms, Hungarian Dance n.1
 

 
 

 
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