

Mio caro Uri,
sono ormai tre giorni che quasi ogni pensiero
comincia con "non". Non verrà, non parleremo, non rideremo.
Non ci sarà più questo ragazzo dallo sguardo ironico e dallo
straordinario senso dell'umorismo. Non ci sarà il giovane uomo
dalla saggezza molto più profonda di quella dei suoi anni, dal
sorriso caloroso, dall'appetito sano. Non ci sarà quella rara
combinazione di determinazione e delicatezza. Non ci saranno
il suo buon senso e l'assennatezza del suo cuore.
Non ci sarà l'infinita tenerezza di Uri e la tranquillità con
cui placava ogni tempesta, non vedremo insieme i Simpsons o
Seinfeld, non ascolteremo con te Johnny Cash e non sentiremo
il tuo abbraccio forte e rassicurante. Non ti vedremo
camminare e parlare con Yonatan
gesticolando con foga, abbracciare Ruti, a cui volevi tanto bene.

Eri per me figlio e amico. Ed era lo stesso per la mamma. La
nostra anima è legata alla tua. Vivevi in pace con te stesso,
eri una persona con cui è bello stare. Non sono nemmeno capace
di dire ad alta voce quanto tu fossi per me qualcuno con cui
correre. Ogni qualvolta arrivavi in licenza dicevi: vieni
papà, parliamo. Di solito andavamo a un ristorante, a sedere e
a parlare. Mi raccontavi così tanto, Uri, ed ero orgoglioso di
avere l'onore di essere il tuo confidente, che uno come te
avesse scelto me.
Hai illuminato la nostra vita, Uri. Io e la mamma ti abbiamo
cresciuto con amore. Era così facile volerti bene, con tutto
il cuore, e so che anche tu sei stato bene. Che la tua breve
vita è stata bella. Spero di essere stato un padre degno di un
figlio come te.
In questo momento non dico nulla della guerra in cui sei
rimasto ucciso. Noi, la nostra famiglia, l'abbiamo già persa.
Israele ora si farà un esame di coscienza, noi ci chiuderemo
nel nostro dolore, attorniati dai nostri buoni amici,
circondati dall'amore immenso di tanta gente, che per la
maggior parte non conosciamo, e che io ringrazio per
l'illimitato sostegno.

Vorrei dire ancora qualche parola.
Uri era anche un ragazzo buffo, incredibilmente divertente e
sagace ed è impossibile parlare di lui senza riportare alcune
sue "trovate". Per esempio, quando aveva tredici anni, gli
dissi: immagina che tu e i tuoi figli un giorno potrete
recarvi nello spazio come oggi si va in Europa. E lui rispose
sorridendo: "Lo spazio non mi attira molto, si può trovare
tutto sulla terra".
O un'altra volta, mentre viaggiavamo in automobile, io e
Michal parlavamo di un nuovo libro che aveva suscitato molto
interesse e nominavamo scrittori e critici. Uri, che allora
aveva nove anni, ci richiamò dal sedile posteriore: "Ehi, voi,
elitisti, vi prego di notare che qui dietro c'è un piccolo
sempliciotto che non capisce niente di quello che dite!".
O per esempio Uri, a cui piacevano molto i fichi, con un fico
secco in mano: "Dì un po', i fichi secchi sono quelli che
hanno commesso peccato nella loro vita precedente?". O ancora,
una volta che ero indeciso se accettare un invito in Giappone:
"Come puoi non andare? Sai cosa vuol dire essere nell'unico
Paese in cui non ci sono turisti giapponesi?"

La nostra vita non è finita. Abbiamo solo subito un colpo
durissimo. Troveremo la forza per sopportarlo dentro di noi,
nel nostro stare insieme, io, Michal e i nostri figli e anche
il nonno e le nonne, che amavano Uri con tutto il cuore - "Neshuma",
lo chiamavano, perché era tutto Neshamà, anima - e gli zii e i
cugini e tutti i numerosi amici della scuola e dell'esercito
che ci seguono con apprensione e affetto.
E troveremo la forza anche in Uri. Aveva forze che ci
basteranno per tantissimi anni. La luce che proiettava - di
vita, di vigore, di innocenza e di amore - era tanto intensa
che continuerà a illuminarci anche dopo che l'astro che la
produceva si è spento.
Amore nostro, abbiamo avuto il grande privilegio di stare con
te. Grazie per ogni momento che sei stato con noi.
Papà, mamma, Yonatan e Ruti.

Estratto da:
David Grossman, Orazione per il figlio caduto
(17 agosto 2006)

File midi
L.V.Beethoven: Sonata n.8 op.13 "Patetica" in do minore, II
movim.

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